ON THE FIRST MONDAY IN MAY…
Team ISSUE - Maggio 4th, 2026
Primo lunedì di maggio, e sappiamo già cosa significa: il ritorno del Met Gala 2026. Ancora una volta, l’evento si conferma come il luogo in cui la moda diventa esercizio di intenzione e narrazione visiva. Quest’anno, sotto il tema “Fashion is Art”, il focus si è concentrato sul corpo come supporto creativo, invitando ospiti e maison a reinterpretarlo attraverso riferimenti artistici e culturali.
Tra le protagoniste più commentate, Kendall Jenner ha scelto un abito nude firmato Gap, chiaramente ispirato alla scultura classica greca, dove silhouette e proporzione diventavano elementi centrali. Gigi Hadid, invece, ha indossato un abito trasparente di Miu Miu, ispirato allo studio contemporaneo del corpo e dell’anatomia.
Cortesia Getty Images
Gran parte della serata si è costruita attorno alla moda come traduzione di universi creativi. Gracie Abrams ha optato per un’estetica eterea ispirata a Portrait of Adele Bloch-Bauer I di Gustav Klimt. Sabrina Carpenter ha invece portato il tema verso il cinema con un look Dior che richiamava i costumi teatrali d’epoca del film Sabrina, interpretato da Audrey Hepburn. Parallelamente, Emma Chamberlain ha scelto Mugler con una proposta che univa scultura, body art e riferimenti d’archivio, modellando direttamente la silhouette attraverso la costruzione dell’abito.
Anche le interpretazioni più letterali del rapporto tra arte e corpo hanno avuto un ruolo centrale. Hunter Schafer ha preso ispirazione ancora una volta dall’universo visivo di Klimt, trasformando il linguaggio pittorico in vestito. Heidi Klum si è trasformata in una vera scultura neoclassica, portando all’estremo l’idea del corpo come opera d’arte. Infine, Beyoncé ha chiuso la serata con un look strutturale ispirato allo scheletro umano, aggiungendo anche una dimensione simbolica apparendo insieme alla figlia.
Una notte dove la moda non ha semplicemente vestito il corpo, ma lo ha trasformato in linguaggio, immagine e manifesto culturale.
Cortesia Getty Images
