L’ANNO DEI DEBUTTI
Team ISSUE - Gennaio 5th, 2026
Il 2025 è stato senza dubbio uno degli anni più intensi in termini di cambiamenti creativi all’interno dell’industria della moda. Gli appassionati di alta moda hanno avuto l’occasione non solo di scoprire, ma anche di riconoscere, le diverse visioni di designer — uomini e donne con percorsi solidi e identità ben definite — alla guida di alcune delle maison più influenti al mondo. Ci sono stati debutti capaci di generare grande aspettativa, scelte che hanno diviso la critica e movimenti impossibili da ignorare. Abbiamo assistito anche a improvvisi dietrofront, come nel caso di Versace, che hanno sorpreso — o apertamente messo a disagio — l’opinione pubblica. Il 2025 non è stato un anno di transizioni silenziose, ma di decisioni visibili, cariche di intenzione.
In questo scenario di trasformazioni, alcuni incarichi hanno catalizzato gran parte dell’attenzione. L’arrivo di Demna da Gucci è stato senza dubbio uno dei movimenti più discussi dell’anno: un debutto che ha aperto interrogativi su identità, continuità e rischio all’interno di una maison storicamente in costante evoluzione. Chanel, dal canto suo, ha puntato su Matthieu Blazy, confermando l’interesse verso una visione contemporanea e strutturata. Pierpaolo Piccioli ha assunto la direzione di Balenciaga, portando una sensibilità diversa rispetto al passato, più concentrata su forma, emozione e gesto.
Nel frattempo, Louise Trotter ha iniziato a costruire in Bottega Veneta un racconto più sobrio, in cui il design dialoga con l’uso reale e quotidiano.
Cortesia dei brand
La mappa creativa si è ridefinita anche attraverso altri passaggi chiave. L’ingresso di Jonathan Anderson in Dior ha aperto una nuova conversazione su come aggiornare una maison storica senza cedere alla nostalgia. Glenn Martens, alla guida di Maison Margiela, ha invece rafforzato una visione concettuale profondamente ancorata al presente. Il caso Versace resta emblematico: l’arrivo e la successiva uscita di Dario Vitale hanno messo in luce quanto fragile possa essere oggi la permanenza creativa all’interno delle grandi maison.
Più che una semplice successione di nomi, il 2025 ha evidenziato una transizione profonda dell’intero sistema moda, in cui ogni scelta diventa una dichiarazione pubblica. Un anno che ha reso evidente come il debutto non sia più solo un inizio, ma un atto carico di significato, osservato, analizzato e discusso in tempo reale.
Cortesia dei brand




