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LA VISIONE DI MICHELE: LE BELLE ADDORMENTATE DI VALENTINO RESORT 2026

Team ISSUE - Giugno 25th, 2025

Sotto lo sguardo visionario di Alessandro Michele, la collezione Resort 2026 di Valentino si rivela come un manifesto di libertà creativa. Lontano dall’omaggiare canoni storici o tendenze dominanti, Michele ridefinisce il DNA della maison partendo da un territorio intimo e personale, dove ogni volume e ogni tessuto riflettono un’intuizione libera da vincoli. Questa proposta è, prima di tutto, la materializzazione di un’immaginazione senza freni: un viaggio che rompe gli schemi per abbracciare l’imprevisto.

Nell’ambiente raccolto della presentazione — un loft essenziale, con modelle adagiate su materassi avvolti in satin cipriati — si percepisce la forza di una ribellione silenziosa. Niente passerella, nessuna coreografia: solo l’elevazione del quotidiano in poesia visiva, come se la moda catturasse un momento intimo e lo trasformasse in icona. Le cromie morbide e l’atmosfera distesa spingono verso un’estetica più vicina, meno teatrale, dove gli abiti raccontano da soli, senza bisogno di intermediari.

Cortesia Valentino

I 132 look scorrono come un racconto in contrasto costante: completi sciolti dialogano con silhouette strutturate, drappeggi raffinati si alternano a tagli netti e geometrici. Michele rilegge i codici classici di Valentino — fiocchi, pieghe, ricami, tappezzerie — per attribuire loro nuovi significati, senza mai scadere nella citazione sterile. In un solo outfit, una giacca dalla costruzione architettonica può coesistere con dettagli ricamati a mano, mentre abiti fluidi con stampe delicate si sovrappongono a bermuda ampie e bluse mono-spalla. Come se la moda, finalmente, accettasse e celebrasse la propria natura duale.

In definitiva, questa collezione non cerca di aderire a uno stile prestabilito, ma di liberarsene. Michele non offre soluzioni, ma domande: cosa succede se l’alta moda si guarda senza filtri? Cosa nasce se si lascia parlare il tessuto, senza imporgli un copione? Valentino diventa così un laboratorio di sensazioni, uno spazio di sperimentazione dove la forma segue il sentimento. Non è uno sguardo al mercato, né un cenno alle tendenze: è un’immersione nel possibile, quando l’unico vincolo è la libertà dell’immaginazione.

Cortesia Valentino

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