Cultura, Esperienza

LA CASA ROSSA DI FRIDA

Team ISSUE - Novembre 27th, 2025

A Città del Messico, una casa che un tempo apparteneva al silenzio familiare riapre finalmente le sue porte.
La chiamano Casa Rossa, ma quel colore è solo la superficie di uno spazio che custodisce decenni di gesti minimi: un quaderno che non ha mai lasciato il cassetto, un profumo che ancora abita l’aria, uno sguardo catturato in fotografie che non erano destinate al pubblico.
Qui non c’è la messa in scena dell’icona: c’è una donna che vive, cresce, sbaglia, affronta il corpo e il tempo senza la pressione di rappresentare nessuno.

Questo progetto nasce per contraddire la versione pietrificata di Frida, quella intrappolata nel proprio mito.
L’approccio curatoriale decide di smontare la scenografia costruita nel tempo e di concentrarsi su ciò che accade quando si tirano le tende.
Non interessa l’epica del dolore né la dipendenza da un amore turbolento, ma le storie rimaste nascoste tra la corrispondenza urgente, tra gli abiti consumati, tra gli oggetti che conservano più memoria che estetica.

Cortesia marca

Il Rockwell Group, insieme a Pentagram e Ileen Gallagher, non ha trasformato la casa in un museo: l’ha liberata dal suo mutismo.
Ha recuperato l’architettura domestica affinché funzionasse come un corpo vivo, capace di guidare il percorso senza imporre nulla.
Si entra in una camera da letto e improvvisamente si comprende che l’arte non nasce sempre davanti al cavalletto; a volte emerge mentre qualcuno si sistema i capelli o tenta di camminare un po’ di più.
Ogni ambiente è disposto affinché il visitatore scopra una Frida che già esisteva, ma che nessuno aveva davvero osservato.

Questa riapertura non cerca di venerare l’artista: cerca di restituirle una dimensione umana.
La Casa Rossa cambia il quadro della narrazione e le permette di tornare alla sua misura reale, lontano dai murales e dai miti.
Frida, quella che partiva e ritornava, che rideva senza permesso, che scriveva lettere fin troppo sincere, qui appare senza trucco simbolico.
L’intimità diventa territorio pubblico e, per la prima volta da molto tempo, il racconto non si impone: si ascolta.

Cortesia marca

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