IN MY BAG BY LOUIS VUITTON
Team ISSUE - Aprile 6th, 2026
Louis Vuitton vuelve a mirar hacia dentro —literalmente— con su campaña In My Bag, una serie de imágenes y videos donde el bolso deja de ser un objeto para convertirse en un inventario íntimo. La protagonista es la Speedy P9, reinterpretación de un modelo nacido en los años 30 que aquí se presenta menos como accesorio y más como extensión del cuerpo. Frente a la cámara de Thomas Lagrange, figuras como Jeremy Allen White, Jude Bellingham, Future, LeBron James, Jackson Wang e Victor Wembanyama non posano: mostrano l’interno delle loro borse. In questo gesto, apparentemente semplice, emerge una narrazione silenziosa fatta di abitudini, ossessioni e routine — e, soprattutto, identità.
La Speedy P9, concepita da Pharrell Williams prima del suo debutto nella collezione uomo Spring-Summer 2024, prende il nome dal Pont Neuf, il ponte parigino dove presentò la sua prima sfilata per la maison. Una scelta carica di simbolismo: il ponte come passaggio, connessione e punto d’incontro tra passato e presente. Il design mantiene la struttura iconica della Speedy originale, ma si evolve attraverso un trattamento sofisticato della pelle di vitello, resa più morbida, flessibile, quasi tattile. Non è nostalgia, ma continuità reinterpretata.
Cortesia Louis Vuitton
Ciò che ciascuno sceglie di portare nella propria Speedy P9 racconta più di qualsiasi styling. Jeremy Allen White mescola quotidiano e imprevedibile — un giornale, dadi, calzini extra — come se la borsa fosse il riflesso di una giornata in costante disordine. Jude Bellingham costruisce invece un’identità legata al movimento: occhiali da aviatore, passaporto, maglia ufficiale. Future rompe ogni logica funzionale con oggetti eterogenei — una racchetta da tennis, caramelle, catene — componendo un’estetica personale senza gerarchie. In tutti i casi, la borsa non risponde a una funzione unica, ma a una stratificazione di significati.
Altri, come LeBron James, Jackson Wang e Wembanyama, spingono ancora oltre questa idea. Palline da golf accanto a prodotti di cura personale, cuffie professionali insieme a ricordi familiari, un mini pallone da basket che convive con amuleti. Non esiste una narrazione lineare, ma frammenti che si sovrappongono.
Ed è proprio qui che la campagna trova il suo punto più interessante: invece di definire il lusso attraverso la perfezione esterna, lo sposta verso ciò che ognuno sceglie di portare con sé. Louis Vuitton, fedele alla sua eredità legata al viaggio, propone un altro tipo di spostamento — non geografico, ma interiore.
Cortesia Louis Vuitton
