FASHION UPDATE, I CAMBIAMENTI CHIAVE DELL’ANNO
Team ISSUE - Dicembre 12th, 2025
Se provassimo a definire il clima attuale dell’industria con una sola frase, quella più adatta sarebbe: “tutto può succedere”. I designer si sono spostati da una maison all’altra a una velocità che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile. Proprio quando iniziavamo a comprendere la visione di Dario Vitale da Versace o la proposta di Sabato De Sarno da Gucci, gli annunci delle loro uscite ci hanno ricordato che l’unica vera costante è l’instabilità. E se è vero che la moda vive di reinvenzione, ciò che è accaduto nel 2025 — e già alla fine del 2024 — ha superato ogni aspettativa.
Di seguito, analizziamo la mappa di questo gioco di sedie musicali per capire chi resta, chi se ne va e chi prende il comando nelle maison più emblematiche.
Versace
La notizia più dirompente è arrivata con la vendita della maison al Gruppo Prada per 1,25 miliardi di dollari. Subito dopo l’accordo, Dario Vitale ha presentato le sue dimissioni dopo aver firmato una sola collezione. Sebbene le sue proposte abbiano rapidamente conquistato le celebrity, la significativa assenza di Donatella Versace alla sfilata lasciava intuire tensioni interne fin dall’inizio. Ora, con Vitale fuori e Donatella nel ruolo di ambasciatrice, il futuro creativo della casa resta completamente aperto.
Gucci
Con una mossa strategica, Kering ha deciso di cambiare radicalmente rotta. Dopo appena due anni, Sabato De Sarno ha lasciato il suo incarico, aprendo la strada all’arrivo di Demna Gvasalia. Trasferito dalla maison sorella Balenciaga, il designer ha il compito di iniettare in Gucci la sua nota capacità di creare viralità e provocazione, cercando di replicare l’impatto mediatico di cui la maison ha urgente bisogno.
Balenciaga
Per colmare il grande vuoto lasciato da Demna, la maison ha scelto la delicatezza. Pierpaolo Piccioli, che ha lasciato un segno indelebile in Valentino, ha assunto la direzione creativa con la promessa di onorare l’eredità di Cristóbal Balenciaga. La sua visione romantica e la maestria nel colore potrebbero inaugurare una nuova era di eleganza e haute couture, allontanandosi dall’estetica urbana del predecessore.
Valentino
Lo scambio di talenti si è completato a Roma. Dopo l’uscita di Piccioli, Alessandro Michele ha assunto il controllo creativo. L’ex direttore di Gucci sembra inserirsi con naturalezza in Valentino, portando il suo massimalismo e le sue citazioni storiche in una maison da sempre affine all’alta gamma. I primi segnali sono già visibili sui red carpet.
Chanel
Forse il colpo più significativo dell’anno: Virginie Viard ha lasciato la maison dopo trent’anni. Il suo successore è Matthieu Blazy, reduce dal successo culturale di Bottega Veneta. Supervisionerà tutte le linee e la sua sfilata dell’ottobre 2025 è stata senza dubbio uno dei momenti più attesi della stagione.
Cortesia Loewe e Balmain
Dior
Maria Grazia Chiuri ha lasciato la linea femminile dopo quasi un decennio per tornare in Italia, e il suo posto è stato occupato da Jonathan Anderson. Il designer irlandese, che ha lasciato Loewe per affrontare questa sfida, ora dirige sia il menswear che il womenswear, imponendo nuove proporzioni e un linguaggio visivo più sperimentale — già accolto con entusiasmo dalla critica.
Fendi
Come già anticipato, Chiuri è tornata da Fendi, dove aveva iniziato la sua carriera nel 1989 contribuendo alla nascita della Baguette. Dopo l’uscita di Kim Jones e la sostituzione di Silvia Venturini Fendi, nipote dei fondatori Adele ed Edoardo Fendi, la nuova direttrice creativa è tornata a Roma, promettendo una nuova età dell’oro proprio in vista del centenario della maison.
Balmain
Dopo 14 anni alla guida estetica del brand con il celebre “Army”, Olivier Rousteing ha salutato la maison. La direzione ha scelto una svolta radicale affidandosi ad Antonin Tron, designer dal profilo più discreto, con un’estetica pulita e una forte connessione con la natura. Il cambiamento suggerisce un abbandono dell’immaginario militare a favore di una visione più fluida e organica.
Hermès (linea uomo)
Il menswear saluta una leggenda. Véronique Nichanian lascerà il suo incarico nel 2026 dopo 37 anni di servizio impeccabile, un record nel settore. A succederle sarà Grace Wales Bonner, nota per la sua sartoria dalle profonde radici culturali e recentemente premiata come British Menswear Designer per il suo brand omonimo. La sfida sarà mantenere l’eccellenza di una delle linee uomo più rispettate al mondo.
Dries Van Noten
Il 2025 ha segnato anche il ritiro di Dries Van Noten, che ha deciso di lasciare il design dopo la sua ultima sfilata. La maison è ora affidata a Julian Klausner: un talento cresciuto internamente, la cui nomina garantisce una transizione rispettosa dell’inconfondibile DNA cromatico e creativo del brand.
Givenchy
Dopo una fase incerta seguita all’uscita di Matthew Williams, l’arrivo di Sarah Burton — vincitrice del premio British Womenswear Designer — segna un nuovo inizio. La sua esperienza in Alexander McQueen e la padronanza della sartoria alimentano grandi aspettative per un ritorno al dramma originario della maison.
Loewe
La partenza di Jonathan Anderson verso Dior ha lasciato un’eredità importante. La risposta del brand è stata affidarsi al duo Jack McCollough e Lázaro Hernández. I fondatori di Proenza Schouler hanno lasciato New York per approdare alla maison spagnola, promettendo di preservare fantasia, artigianato e rilevanza culturale costruiti nell’ultimo decennio.
Proenza Schouler
Con McCollough e Hernández in Europa, il brand passa sotto la direzione di Rachel Scott, fondatrice di Diotima e nota per il suo lavoro artigianale. La particolarità è che continuerà a guidare entrambe le maison in parallelo.
Tom Ford
Peter Hawkings è rimasto in carica solo un anno. Per riorganizzare il brand, è stato chiamato Haider Ackermann, uno dei designer più rispettati del settore. Il suo stile si allinea perfettamente con il DNA sensuale e sofisticato di Tom Ford.
Celine
Hedi Slimane ha concluso il suo ciclo dopo sei anni, lasciando il posto a Michael Rider, già attivo ai tempi di Phoebe Philo. Tutto indica un possibile ritorno a un’estetica più intellettuale e sobria, meno rock.
Osservando questo scenario, emerge una domanda inevitabile: perché tanta instabilità? La risposta sembra risiedere nell’impazienza del mercato contemporaneo. I grandi gruppi cercano risultati finanziari rapidi e una rilevanza costante. Non basta più creare buone collezioni: oggi i designer devono generare attenzione fin dal primo giorno. Questa pressione accelera l’usura creativa, trasformando i ruoli artistici in posizioni intrinsecamente instabili.
Questo continuo movimento rivela anche una crisi d’identità in molte maison: ogni nuovo direttore imprime un cambio estetico così netto da rendere difficile la fidelizzazione di un pubblico in cerca di coerenza. Probabilmente il 2026 porterà una relativa calma, mentre i nuovi arrivati inizieranno a costruire le proprie narrazioni. Ma il modello è ormai chiaro: questa dinamica di cambiamenti frequenti è destinata a restare. Oggi, nella moda, la vera eccezione non è un grande debutto, ma la permanenza.
Cortesia Getty Images




