BOLD MEN, NEW RULES
Team ISSUE - Novembre 25th, 2025
Non è che la moda maschile sia cambiata da sola: sono stati questi uomini a spingerla verso nuove direzioni.
In un momento in cui ciò che indossi racconta anche chi sei e cosa pensi, loro hanno capito che vestirsi è una forma di presa di posizione.
Jacob Elordi, ad esempio, ha trasformato un minimalismo rilassato nel suo tratto distintivo: cappotti oversize, sartoria fluida e accessori considerati “femminili”, come le borse di Bottega Veneta che porta con naturalezza assoluta, dimostrando che il genere di un capo non definisce chi può indossarlo.
Harry Styles ha fatto dell’audacia la sua zona di comfort: perle, platform, jumpsuit o paillettes sono parte del suo linguaggio artistico.
Timothée Chalamet, invece, interpreta l’eleganza da un punto di vista emotivo, giocando con bagliori, texture inusuali e il suo ormai iconico completo senza camicia, diventato tendenza quasi senza volerlo.
La lista è lunga.
A$AP Rocky rimane uno dei veri trendsetter contemporanei: dopo essere stato nominato direttore creativo di Ray-Ban e premiato come Style Icon ai CFDA Awards, unisce high fashion e streetwear in un’estetica che influenza tutta la cultura pop.
Dalla musica urbana, Bad Bunny incorpora riferimenti queer, un po’ di fantasia e nuove silhouette, mentre Lil Nas X estremizza il massimalismo trasformando ogni outfit in un messaggio.
Austin Butler recupera il fascino dell’Old Hollywood in chiave moderna, tra velluto, abiti impeccabili e una sofisticazione rilassata.
In Europa, Manu Ríos combina sensualità mediterranea e minimalismo studiato.
Cortesia Getty Images
Molte di queste innovazioni diventano popolari nel luogo dove è impossibile distogliere lo sguardo: il red carpet.
Uno spazio che per decenni è stato definito dallo smoking tradizionale, oggi è una vera galleria d’arte contemporanea.
Qui figure come Pedro Pascal giocano con una mascolinità più libera e divertita, tra colori intensi, stampe e tailoring reinterpretato.
Colman Domingo trasforma ogni apparizione in un atto teatrale con tonalità forti, mantelle e sete, come visto al Met Gala o agli Oscar.
Jeremy Pope sperimenta con texture insolite — vinile, lattice, velluti lucidi — in design avanguardisti, spesso in bianco o toni chiari.
E Billy Porter, fedele a se stesso, continua a usare il glamour come dichiarazione politica ed estetica, anche indossando abiti.
Ma la parte più importante non è solo ciò che indossano: è ciò che rappresentano.
Ognuno di loro apre una conversazione su cosa può essere oggi un uomo: più libero, più espressivo e meno limitato da ciò che “si suppone” debba indossare.
Sono la prova che la moda maschile ha superato le regole rigide e si è trasformata in un campo dove costruire identità in molte direzioni.
Loro non seguono il movimento — lo iniziano.
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