BALENCIAGA E LOEWE: DUE SGUARDI, UNA NUOVA FEMMINILITÀ
Team ISSUE - Ottobre 8th, 2025
La Paris Fashion Week è stata una stagione di memorie e nuovi inizi. Tra i tanti debutti attesi — da Dior a Maison Margiela — due in particolare hanno catalizzato l’attenzione e dominato la conversazione: Pierpaolo Piccioli da Balenciaga e il duo Lázaro Hernández e Jack McCollough (le menti dietro Proenza Schouler) da Loewe. Più che semplici cambi di direzione creativa, le loro collezioni sono apparse come veri e propri manifesti d’intenzione, due modi diversi — e sorprendentemente complementari — di ripensare la moda e ridefinire cosa significhi vestire la donna oggi. Entrambi hanno ricevuto standing ovation, segnando l’inizio luminoso di una nuova era per le rispettive maison.
Da Balenciaga, Piccioli ha puntato su un’eleganza silenziosa, di quelle che non hanno bisogno di eccessi per imporsi. Il suo debutto è stato un dialogo rispettoso con l’eredità di Cristóbal Balenciaga, un couturier che ha sempre ammirato. Ispirandosi al celebre Sack Dress del 1957, ha esplorato il movimento e la leggerezza attraverso materiali come organza e cotone, accostando tessuti diversi per creare vibrazioni tattili e visive. Gli abiti a tubo adornati da pannelli di piume tagliate, le giacche cocoon, un top in pelle abbinato a una gonna plissettata e il nuovo borsa Bolero — simbolo di un’eleganza “ordinaria ma straordinaria” — hanno incarnato una femminilità che respira e si libera. La palette, dominata da nero e avorio, si accendeva di tocchi magenta, rossi e verde assenzio, in un equilibrio tra classicismo e vitalità.
Cortesia Balenciaga
All’estremo opposto, ma con uguale forza, Hernández e McCollough hanno portato in Loewe la loro energia newyorkese e il gusto per l’inedito. La collezione, ispirata all’opera Yellow Panel with Red Curve di Ellsworth Kelly, si è costruita come un dialogo tra colore e materia: giallo canarino, rosso carminio e blu cobalto dominavano look realizzati in pelle lavorata con maestria, dai bordi grezzi ai minidress in suede dall’effetto spugna. Abiti asimmetrici, stratificazioni rigide e tagli scultorei celebravano la sperimentazione artigianale, cifra distintiva della maison spagnola, ma con una leggerezza moderna e un’ironia giocosa.
Cortesia Loewe
Esteticamente lontane, le due visioni condividono però una stessa intenzione: proporre una nuova idea di femminilità. Quella di Piccioli è intellettuale e serena, una bellezza che libera invece di costringere, distante dalle ombre distopiche del suo predecessore. Quella di Hernández e McCollough è urbana e vitale, capace di fondere il comfort dello sportswear con la raffinatezza del design, senza rinunciare alla sensualità. Due sguardi diversi, ma uniti da un principio comune: mettere la donna — e non lo spettacolo — al centro.
Le aspettative? Superate pienamente. Piccioli ha dimostrato che la sua sensibilità couture può rigenerare Balenciaga con una visione più umana e luminosa, conquistando applausi unanimi. Allo stesso modo, Hernández e McCollough hanno dissipato ogni dubbio sul loro passaggio post-Anderson, firmando una collezione audace e piena di significato. Entrambi hanno segnato un nuovo capitolo di forza e identità, confermando che la moda, oggi più che mai, trova futuro nella sensibilità.






