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ANTONIN TRON, IL PASSAGGIO DI TESTIMONE IN BALMAIN

Team ISSUE - Novembre 14th, 2025

Il mondo della moda non aspetta nessuno.
Pochi giorni dopo il “terremoto” provocato dall’uscita improvvisa di Olivier Rousteing, Balmain ha chiuso le “candidature” e ha già scelto il suo nuovo capitano.
Il nome che ora risuona a Parigi è quello di Antonin Tron: designer francese, 41 anni, fino a oggi conosciuto come la mente dietro l’ormai sospeso — ma acclamato — brand Atlein.
Il messaggio è chiaro: non si tratta di un semplice sostituto, ma di un nuovo inizio.

Dopo 14 anni di Balmain Army e un’estetica massimalista, fatta di abiti-armatura pronti per il red carpet, la maison aveva bisogno di un cambio radicale.
La scelta di Tron appare come una decisione ponderata e lucida: non si cercava un nome mediatico che proseguisse lo “spettacolo”, bensì una visione capace di riconnettere la maison all’eredità couture di Pierre Balmain e portarla verso un terreno più maturo, scultoreo e aderente alla vita reale.
E Antonin, in questo, sembra perfetto.

Se il suo nome ti è nuovo, ecco chi è Antonin Tron.
È un vero insider dell’industria: diplomato alla prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Anversa, vanta un percorso di peso.
Ha iniziato nel menswear di Louis Vuitton, è passato al womenswear di Givenchy, per poi approdare a Balenciaga, dove ha lavorato sotto tre direttori creativi: Nicolas Ghesquière, Alexander Wang e il suo ex compagno di accademia Demna.
Ha collaborato anche con team creativi vicini a Saint Laurent.
In poche parole, ha visto da dentro cosa significa progettare per una grande maison.

Cortesia Getty Images

Nel 2016 decide di fondare il suo laboratorio personale: Atlein.
Ispirato al surf e all’Oceano Atlantico, il brand diventa rapidamente un successo grazie ai suoi abiti in maglia drappeggiati, casuali ma eleganti.
Tron vince l’ANDAM Award ed è finalista al Premio LVMH.
Il suo lavoro viene definito sensuale ma mai ovvio, con riferimenti a scultori come Brâncuși.
Più recentemente ha collaborato con Khy, il brand di Kylie Jenner, dimostrando di sapersi muovere tra artigianalità e hype.

I dirigenti di Balmain sono stati chiari sul perché sia stato scelto.
Matteo Sgarbossa, CEO della maison, ha sottolineato come l’approccio di Tron rappresenti una continuazione diretta della visione di Pierre Balmain, per cui “la couture è l’architettura del movimento”.
Rachid Mohamed Rachid, presidente della casa, ha aggiunto che il suo “approccio riflessivo al design, basato sull’artigianato e sulla sensibilità artistica” lo rende il talento ideale.
In sintesi: Balmain ha scelto un architetto della silhouette.

Che futuro attende la maison?
Probabilmente, un cambiamento repentino: dal red carpet al daywear.
Ci si aspetta che Tron porti quella sensualità funzionale che caratterizzava Atlein, costruendo un guardaroba completo per una donna libera — come disse lui stesso nel 2017: “La costruzione restrittiva appartiene a un altro secolo.”

L’era della Balmain Army è finita.
Ora comincia l’era dell’architetto, con la sua prima collezione attesa per marzo.

Cortesia Getty Images e brand

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