Cultura, Esperienza

A SECOND LIFE

Team ISSUE - Marzo 13th, 2026

L’artista britannica Tracey Emin presenta quest’anno alla Tate Modern la mostra A Second Life, la revisione più ampia della sua carriera realizzata finora. L’esposizione riunisce oltre cento opere prodotte nel corso di quattro decenni e propone un percorso attraverso diverse fasi della sua traiettoria, dalle installazioni che la consacrarono sulla scena artistica britannica negli anni Novanta fino a dipinti e sculture recenti esposti per la prima volta. Concepite in stretta collaborazione con l’artista, le opere resteranno visibili al pubblico fino al 31 agosto.

Nel corso della sua carriera, Emin ha sviluppato un linguaggio artistico fortemente legato all’esplorazione dell’esperienza personale. Il suo lavoro si muove tra dimensione autobiografica e simbolica, utilizzando diversi formati come pittura, installazione, video, ricamo, scultura e neon. Questa pluralità di mezzi è stata fondamentale per costruire una narrazione visiva che affronta temi come la memoria, il corpo, la sessualità e le relazioni affettive, elementi che hanno definito gran parte della sua produzione artistica fin dagli esordi.

La mostra propone un percorso che collega momenti significativi della vita dell’artista con l’evoluzione del suo linguaggio creativo. Dalla giovinezza a Margate agli anni di formazione a Londra, fino alle esperienze personali che hanno influenzato profondamente il suo lavoro, il progetto costruisce un racconto che intreccia episodi biografici e diverse fasi di sperimentazione artistica. Le opere riunite permettono di osservare come la sua produzione abbia oscillato tra confessione e performance, consolidando una voce che ha avuto un forte impatto nell’arte contemporanea.

Il titolo A Second Life allude al processo di trasformazione personale vissuto dall’artista dopo aver affrontato una grave malattia nel 2020. Dopo essersi sottoposta a un complesso intervento chirurgico, Emin ha dichiarato che quell’esperienza ha segnato un nuovo inizio nella sua vita e anche nel suo lavoro creativo. Le opere più recenti incluse nella mostra riflettono proprio questo periodo: la sua produzione mantiene l’intensità emotiva che da sempre la caratterizza, ma introduce anche uno sguardo più attento alla fragilità, alla resilienza e alla possibilità di ricostruzione.

 

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