DAL TALENTO ALL’ALGORITMO: LE NUOVE SUPERMODELLE
Team ISSUE - Luglio 20th, 2026
Tra gli anni ’80 e ’90, il mondo ha conosciuto modelle icona come Linda Evangelista, Cindy Crawford, Naomi Campbell e Kate Moss. Grazie alla loro bellezza, al magnetismo e alla presenza scenica in passerella, hanno raggiunto il vertice dell’industria della moda, trasformandosi in celebrità di portata globale. Ammirate come vere e proprie star del cinema o della musica, erano figure quasi mitiche, con contratti milionari, agende selezionatissime e un’influenza che andava ben oltre le campagne e le sfilate. Basti ricordare la celebre frase di Linda Evangelista, secondo cui non si alzava dal letto per meno di 10.000 dollari al giorno — una dichiarazione che ha finito per definire lo status raggiunto dalle supermodelle.
Il mondo del modeling era un universo molto più esclusivo ed ermetico, avvolto in un’aura di mistero. Le supermodelle concedevano poche interviste, mantenevano le distanze dal pubblico e coltivavano un’immagine quasi irraggiungibile. La loro carriera si svolgeva principalmente tra passerelle, campagne ed editoriali, gli spazi in cui costruivano il proprio prestigio e consolidavano un nome nell’industria. In altre parole, la fama era una conseguenza del modeling. Oggi lo scenario è profondamente diverso. Il successo di una modella non dipende più soltanto dal suo percorso in passerella. Molte sono anche attrici, content creator, imprenditrici o ambassador di grandi brand, e la loro presenza si estende ben oltre la moda. In alcuni casi, la fama arriva addirittura prima del modeling, trasformando la passerella in una piattaforma tra le tante all’interno di una carriera più ampia.
Cortesia dei brand
Nomi come Kendall Jenner, Gigi e Bella Hadid, Kaia Gerber, Lila Moss, Hailey Bieber, Emily Ratajkowski e Cara Delevingne sono solo alcuni esempi di questa nuova generazione di modelle. Attrici, imprenditrici, content creator, ambassador di brand e personaggi pubblici: il modeling è solo una parte della loro carriera. Diverse di loro, inoltre, fanno parte del fenomeno delle nepo baby, in cui visibilità e riconoscimento sono arrivati prima grazie al cognome, ancora prima di affermarsi in passerella. In altri casi, anche tra le modelle di profilo più basso, si registra un cambiamento significativo: le supermodelle di un tempo avevano un’identità fortemente marcata. Bastava un’inquadratura per riconoscere Naomi Campbell dal suo modo di camminare, o Kate Moss dal suo atteggiamento. Oggi, invece, le modelle rispondono più spesso a una strategia di brand molto più ampia e omogenea, in cui contano tanto l’immagine personale quanto la portata digitale.
Cortesia dei brand
