Stile

GRUNGE, GIOVENTÙ E MEMORIA: L’ANIMA AMERICANA DI COACH

Team ISSUE - Febbraio 13th, 2026

Aprendo la New York Fashion Week, la sfilata di Coach ha catalizzato l’attenzione della stagione. Sotto la direzione creativa di Stuart Vevers, la maison ha presentato una collezione che rilegge il proprio DNA attraverso capi destinati a diventare memoria condivisa. Ispirato a The Wizard of Oz come asse narrativo, lo show ha seguito una linea temporale simbolica: un passaggio dal bianco e nero al technicolor, evocando la trasformazione cinematografica del film e traducendola in linguaggio moda.

Con pezzi che abbracciano l’imperfezione, la collezione attraversa gli anni ’60 e ’70 filtrandoli attraverso un’estetica emo e pop punk. Texture vissute, stratificazioni e pattern che dialogano con il grunge costruiscono un racconto sulla giovinezza e sulla memoria, dove l’imperfezione diventa dichiarazione d’identità.

Seguendo questo arco narrativo, la sfilata si muove da un’atmosfera film noir verso un ottimismo vibrante, riflesso in ogni uscita. Patchwork, giacche biker e maglie da football condividono un’attitudine disinvolta, quasi disordinata. I capi sembrano ereditati, carichi di storia, come se avessero attraversato generazioni prima di approdare in passerella. È una collezione dedicata alla trascendenza: passato e presente si intrecciano per riaffermare il peso della memoria nell’universo Coach.

Cortesia Coach

Un altro protagonista assoluto sono stati gli accessori. Dai richiami ai guanti da baseball a un pallone da football americano trasformato in borsa, il brand rafforza il proprio immaginario sportivo e nostalgico. In parallelo, Coach ha attivato la strategia “see now, buy now” con il lancio immediato della Kisslock Frame Bag 30, ispirata ai modelli cash and carry degli anni ’70.

Dedicata a Fawn, la figlia appena nata di Vevers, la collezione assume una dimensione intima. Celebra capi che superano l’identità individuale per diventare memoria collettiva. Più che moda, Coach propone una riflessione sull’American Dream contemporaneo: meno idealizzato, più autentico e profondamente umano, dove l’abbigliamento non si limita a vestire, ma custodisce storie.

Cortesia Coach

Share

[DISPLAY_ULTIMATE_SOCIAL_ICONS]