CHE COS’È L’ELEGANZA? MICHELE RISPONDE
Team ISSUE - Dicembre 17th, 2025
Per Alessandro Michele, l’eleganza non è qualcosa di rigido né un’idea intoccabile. È piuttosto una domanda che ritorna costantemente. Da questo interrogativo nasce Valentino Pre-Fall 2026: una collezione che non cerca di attirare l’attenzione a gran voce, ma che allo stesso tempo non passa inosservata. Questa volta Michele sorprende con una proposta più misurata di quanto molti si aspettassero: meno eccesso, meno stratificazioni di informazioni e maggiore attenzione al capo in sé. Non si tratta di un cambiamento brusco né di una rottura, ma di una pausa consapevole. È come se il designer avesse deciso di abbassare il volume senza smettere di essere se stesso.
La collezione guarda al passato della maison, in particolare agli anni Ottanta e Novanta, ma lo fa senza copiare né indulgere nella nostalgia. Le silhouette sono chiare e riconoscibili: spalle strutturate, miniabiti dalle linee definite, completi sartoriali ben costruiti e una palette che si muove tra nero, bianco, toni della terra e accenti cromatici più intensi. I materiali — tweed, lino, popeline, velluto — si distribuiscono in modo equilibrato. La firma di Michele è presente, ma si esprime più attraverso il contrasto che attraverso l’accumulo: lingerie che affiora sotto i cappotti, fiocchi morbidi su giacche rigorose, microgonne abbinate a tagli netti.
Nel womenswear si percepisce un cambiamento evidente. C’è maggiore controllo e una volontà più concreta di indossabilità. La collezione sembra pensata affinché i capi convivano tra loro, non per competere per l’attenzione. Tutto appare più armonico e meno teatrale. Nei look serali, tulle, ricami e bagliori ricordano che Valentino continua a dominare emozione e tecnica. Eppure nulla risulta eccessivo: ogni dettaglio è presente perché aggiunge valore, non perché eccede.
Cortesia Valentino
Gli accessori assumono un ruolo centrale all’interno della collezione. Michele li utilizza come uno spazio in cui concentrare l’identità senza appesantire il resto del look. Il Rockstud ritorna con alcune evoluzioni: più preciso, più affilato, con riferimenti a Roma e alla storia della maison. Le borse, in particolare la DeVain, compaiono in molteplici versioni, colori e dimensioni. Anche nel menswear emerge un approccio simile: completi più morbidi, tagli rilassati, tonalità sobrie e piccoli gesti inattesi che rompono la rigidità.
E allora la domanda inevitabile: il DNA di Valentino è ancora presente? La risposta sembra essere sì, ma tradotto in un altro tempo. Pre-Fall 2026 non tenta di replicare il passato né di imporre un’identità estranea. Michele comprende che oggi l’eleganza non risiede nella perfezione assoluta né nell’eccesso, ma nella chiarezza di ciò che si vuole comunicare. La collezione non pretende di chiudere il dibattito, ma rende evidente un punto: Valentino può cambiare ritmo, adattarsi ed evolvere senza perdere la propria essenza. E forse, proprio in questo gesto, si trova la risposta più onesta di tutto il processo creativo.
Cortesia Valentino




