Esperienza, Stile

BEAUTY CODE: LO SPECCHIO DI MILANO

Team ISSUE - Ottobre 6th, 2025

Le passerelle non servono solo a mostrare abiti: sono veri e propri laboratori viventi, dove si anticipano i codici della bellezza che presto entreranno nelle nostre routine quotidiane. Ogni linea di eyeliner, ogni acconciatura, ogni texture della pelle vista a Milano è un indizio di ciò che detterà tendenza nei mesi a venire. Ciò che nasce nel backstage delle grandi maison arriva poi alle campagne, agli editoriali e infine allo street style. Non è un caso: ciò che debutta a Milano risuona già a New York e Londra, e trova il suo apice a Parigi.

Onde al vento

Moschino ha scelto un look rilassato, con onde morbide e un tocco spettinato, mentre da Versace gli hairstylist hanno puntato su volumi generosi e vibrazioni anni Settanta. Da Roberto Cavalli, Damien Boissinot ha lavorato su chiome dal movimento naturale, come se fosse il vento a pettinarle. E nel gran finale di MM6 Maison Margiela si è confermata la tendenza del “disfatto”: una naturalezza studiata che sarà la chiave del 2026.

Il ritorno dell’eyeliner

Dolce & Gabbana ha riportato in auge il classico cat eye, con quella precisione felina che si allunga quasi fino alle tempie. Blumarine, The Attico e Durazzi hanno proposto versioni più allungate e fumose, mentre in Bottega Veneta Pat McGrath lo ha reinterpretato con un tratto più morbido e sensuale. In contrasto, Iceberg ha optato per un mood grunge, evocando l’estetica anni Novanta.

Wet look e lucidità sofisticata

Da Prada, Guido Palau ha presentato una chioma ultra liscia e impomatata, ma con un tocco vissuto che rompeva la perfezione. Tod’s ha rafforzato la stessa idea con ciocche effetto bagnato, confermando che il gel è tornato — ma con una lettura decisamente più contemporanea.

Cortesia Jil Sander, Moschino e Fendi

Vintage reinventato

Max Mara ha riportato in scena i raccolti voluminosi degli anni Sessanta, accompagnati da cerchietti in stile Madame de Pompadour. Giorgio Armani, invece, ha preferito un’aria romantica con chignon mossi e ciocche leggere che sfioravano la fronte. Gucci ha giocato con i foulard in modo classico, evocando le immagini iconiche dell’aristocrazia britannica.

Tagli e pelle minimal

Il micro bob ha brillato da Jil Sander, mentre in Diesel è apparso in una versione più testurizzata e ribelle. In contrasto, Missoni e Fendi hanno celebrato il clean look: incarnato satinato, luminoso e trucco ridotto al minimo, confermando che la naturalezza può essere sinonimo di sofisticazione.

Dettagli inaspettati

Oltre alle tendenze principali, non è mancato spazio per la sperimentazione: labbra in tonalità berry da Versace e Sportmax, ciglia dorate da Moschino, eyeliner grafici da KNWLS e lacrime di perle firmate Giuseppe Di Morabito. Piccoli gesti creativi che, senza dubbio, vedremo presto brillare tanto negli editoriali quanto nello street style di tutto il mondo.

Cortesia Alberta Ferretti, Dolce & Gabbana e Blumarine

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